Obiettivi generali del progetto







 

Obiettivo principale del progetto è la costruzione di un ambiente scolastico inclusivo che miri al ben-essere di tutti gli alunni, attraverso la partecipazione attiva nel contesto scolastico di riferimento. L'analisi dei fattori contestuali, l'individuazione delle barriere e dei facilitatori, diventano dunque attività propedeutiche alla ottimizzazione della qualità dell'inclusione.

Per garantire un'inclusione vera l'alunno deve sentirsi accettato prima dagli insegnanti e dagli adulti che in qualche modo hanno a che fare con lui, poi dal gruppo classe; deve avere un relazione di fiducia e stima con il docente, deve essere consapevole che sta imparando, deve poter godere del successo del proprio apprendimento.

L'inclusione si costruisce su:

  • una motivazione vera, quella che spinge ciascuno di noi a un’azione, orientata a fare quello che siamo capaci per raggiungere i risultati desiderati, consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza (“sé possibili, sé temuti”).

  • l'autoefficacia, cioè sulla percezione che ciascuno ha delle proprie possibilità di raggiungere il successo nell’esecuzione di un compito, e cioè il senso di competenza, di “potercela fare”.

  • la continuità dell’impegno, nella persistenza nel tempo dello sforzo, nonché nella creatività e libertà di operare autonomamente delle scelte.

 

Motivazione e autoefficacia sono le leve di tutto l'apprendimento ma per renderli dei veri facilitatori è necessario che i tutti i docenti lavorino con tutti i bambini (compresi quelli certificati) senza apparenti distinzioni, predisponendo percorsi personalizzati che tengano conto di ciò che ciascun bambino sa e sa fare, per fondare sul solido le nuove conquiste nelle conoscenze e nelle competenze

Poiché l'impianto dell'ICF rimane correlato all’idea di diagnosi non si può chiedere all’ICF sul piano della progettazione educativa e didattica quello che non può dare, cioè dirci cosa fare e come farlo. 

Diventa a questo punto di fondamentale importanza il lavoro degli insegnanti (curricolari e di sostegno che lavorano in team) che attraverso la formazione continua e all'uso degli strumenti (protocolli, profili, curricula) che hanno scelto di testare dovranno:

  • individuare le barriere e i facilitatori (sia fisici, che strumentali che cognitivi e relazionali) per ciascuna area d'intervento

  • programmare le attività sui singoli casi partendo proprio da ciò che ciascuno sa fare, e procedendo per step sostenibili garantendo a ciascun alunno una performance adeguata alle proprie effettive potenzialità.









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Pubblicato il: 16.10.2011 (715 letture)

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